Mitologia greca
Tantalo



Tantalo era un mortale, forse re di Corinto, che aveva la fortuna di essere in amicizia con lo stesso Zeus. Capitava dunque che egli fosse invitato ai banchetti nell'Olimpo, e potesse godere della frequentazione degli dèi.
Tale sorte non si addice agli esseri umani, e Tantalo non ripagò l'ospitalità divina come avrebbe dovuto. Infatti, un giorno gli capitò di ospitare gli olimpici a un banchetto: per non si sa quale ragione, se per giocare agli dèi un greve scherzo, o forse perché non disponeva di sufficienti vettovaglie, egli compí un'azione atroce: uccise e tagliò a pezzi Pelope, uno dei suoi figli, lo fece cucinare, e lo imbandí al banchetto.
Ovviamente tutti gli dèi si accorsero, con orrore, di quello che Tantalo aveva fatto: ma non Demetra, la madre afflitta di Persefone, che distrattamente mangiò un pezzo di carne.
Per questo motivo, e per aver sottratto dell'ambrosia, Tantalo fu severamente punito dal padre degli dèi: egli mandò in rovina il suo regno, e lo condannò a un tormento eterno: appeso ai rami di un albero, in prossimità di una palude, Tantalo fu condannato a patire in eterno la fame.
Talora un frutto giunge alla sua portata ma, appena lui si protende per carpirlo, il ramo si ritrae, beffandolo. Altrettanto fa la palude, che porta le sue acque fin quasi a lambire le labbra di Tantalo ma, non appena egli si sforza di trarne un sorso, l'acqua scompare lasciando tra le sue labbra solo una melma disgustosa.
Zeus riparò al crimine di Tantalo facendo rivivere Pelope: raccolse ogni pezzo di carne, e lo fece bollire in un calderone, e da lí Pelope si riformò, ma sulla sua spalla mancava il pezzo di carne distrattamente mangiato da Demetra. Fu cosí che la dea gli forgiò una spalla d'avorio.
I delitti di Tantalo ebbero anche ripercussioni sui suoi discendenti: giacché sappiamo che i figli sono destinati a scontare le colpe dei padri.

18 ottobre 2011


Questo testo è proprietà intellettuale dell'autore, Ferruccio Sardu. La sua riproposizione, anche parziale, implica la citazione della fonte.


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