Mitologia greca
Gea e Urano



In principio era il Caos: una condizione di vuoto e buio.
Dal Caos fu generata Gea, ossia la madre Terra, l'abisso chiamato Tartaro, ed Eros, l'Amore. Nacquero anche dal Caos due oscure divinità: Notte, ed Erebo.
Nel sonno Gea diede vita a Urano, ovvero il cielo; e senza intervento maschile generò anche Ponto, dio primigenio che personifica il mare. Urano avvolse Gea e la fecondò generando la vita, e con le sue piogge la colmò di fiumi.
Urano è forse quello stesso dio che i progenitori degli elleni, prima di giungere in Grecia, chiamavano Varuna: egli garantisce l'ordine del cosmo, e il suo nome significa proprio colui che avvolge, cosí come egli avvolge e protegge la Madre Terra.
Notte si uní con Erebo, e da loro nacquero Etere e il Giorno.
Da Gea e Urano nacquero poi altre creature: i giganti dalle cento braccia, e i ciclopi; infine i titani.
Urano regnò sul cosmo, fino al giorno in cui fu detronizzato da suo figlio Crono.
Gli elementi della creazione sono quindi fondamentalmente tre: la Terra e il Tartaro, l'una speculare all'altro, ricettacolo della vita e abisso; ed Eros, l'amore. Alla Terra corrisponde inoltre l'oscura Notte, analogamente al Tartaro l'oscurità profonda, rappresentata da Erebo. Eros è il principio che unisce, senza il quale la creazione non avrebbe potuto procedere. La Terra genera in Urano il suo doppio, e dalla loro unione scaturisce la vita: uniti da Eros, anche Notte ed Erebo, creature dell'oscurità, danno vita in Etere e Giorno alle proprie figure complementari. Le prime creature generate da Urano e Gea, giganti e ciclopi, sono mostruose: infine i Titani, creature divine, preparano l'avvento di una nuova era.

14 ottobre 2011


Questo testo è proprietà intellettuale dell'autore, Ferruccio Sardu. La sua riproposizione, anche parziale, implica la citazione della fonte.


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