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Cos'è un mito?
Essenzialmente è un racconto sacro. Un mito non può esistere, non può neanche essere concepito al di fuori di una dimensione religiosa.
Stabilito questo, è altrettanto importante specificare che il mito rimanda a un tempo remoto, originario.
Perché il fine ultimo del mito è quello di spiegare, interpretare la realtà alla luce di conoscenze specifiche (talora accessibili solo agli iniziati; talora oscure a causa del velame di misteri che le circonda).
Il mito è strumento di conoscenza e interpretazione. Il suo scopo è dare un senso alla nostra vita, giustificare la dimensione e le caratteristiche di tutto ciò che ci circonda; ma anche e soprattutto spiegare che nell'universo esiste un ordine, e con l'ordine un disegno.
Per noi parlare di mito equivale a parlare di mitologia greca. Ovviamente innumerevoli culture hanno sviluppato i loro miti, e di conseguenza le loro cosmogonie (spiegazioni della genesi dell'universo), le loro teogonie (spiegazioni della nascita degli dèi), e hanno narrato in forma mitologica le gesta dei loro eroi.
Il mito è anche racconto esemplare. Indica agli esseri umani la strada che è giusto percorrere, e ci espone quali sono i limiti rigidamente fissati alla natura e alla volontà umana.
Esiste anche una dimensione oscura del mito. Nella mitologia greca il destino degli uomini e degli stessi dèi è imperscrutabile. Il Fato è la forza oscura, primordiale a cui uomini e dèi devono inchinarsi. Eppure, il Fato stesso garantisce l'esistenza di un ordine.
In questa sezione cureremo l'esposizione, e in una certa misura l'interpretazione di alcuni miti particolarmente significativi; con ovvia predilezione per la mitologia greca, ma con qualche escursione verso altro culture altrettanto affascinanti.
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