Hoax e mistificazioni
Strane storie sul sodio laurilfosfato



Esiste tutta una strana tipologia di leggende metropolitane che riguardano la salute. E accanto alle leggende metropolitane, non mancano le mistificazioni.
Talora si ventilano oscure minacce celantisi nelle piú innocue sostanze, talora ci si mette in guardia da oscuri pericoli che stanno in agguato nell'ombra...
Oggi, tuttavia, vorrei ricordare una bufala che fra l'altro ha circolato per email, ma che ha avuto una certa diffusione anche tramite il piú convenzionale dei mezzi, il passaparola.
Circolò la voce, alla fine del 1998, che un comunissimo ingrediente dello shampoo nonché del dentifricio, il laurilsolfato di sodio (noto anche come dodecilsolfato di sodio) avesse proprietà terapeutiche molto particolari: il detergente, si diceva, uccide il virus dell'AIDS, il papilloma virus (che causa il cancro della cervice dell'utero), l'herpes virus e il batterio della clamidia.
Diceva anche la voce che in poco meno di un anno sarebbero state disponibili creme protettive basate su questo principio attivo, e assolutamente non tossiche per il tessuto vaginale.
Nella sua fumosità, la notizia faceva dunque intravedere un'applicazione del laurilsolfato di sodio come crema vaginale finalizzata alla protezione da infezioni da herpes, clamidia, hiv e quant'altro durante i rapporti sessuali.
Ovviamente le email che diffondevano questa bufala non mancavano di false (ma cosí è sempre) indicazioni delle fonti: sconosciute università, oscure riviste mediche e via discorrendo.
Ora, io mi auguro che nessuna giovane statunitense abbia pensato di intraprendere un qualche agone amoroso affidandosi alla protezione dello shampoo o del dentifricio: anche perché, come è ben noto, il tessuto vaginale è tessuto mucoso, e sarebbe bene trattarlo con molta delicatezza. Peraltro il laurilsolfato di sodio è noto per causare dermatiti e afta.
Ora però la faccenda si complica.
Tra vedere e non vedere, la notizia che il laurilfosfato di sodio uccidesse il virus dell'AIDS si diffuse al di fuori di Internet; e cominciò a circolare la voce, sempre piú deformata, che svariati tipi di shampoo curassero l'infezione da hiv (il che è informazione ben differente da quella, pur falsa, originaria).
Ma la cosa piú notevole è che, anni dopo, in tempi recenti, cominciarono a circolare email che, con toni allarmistici, diffondevano la notizia che il laurilsfosfato di sodio è cancerogeno. Anche in questo caso l'email conteneva una gran quantità di false informazioni di carattere pseudoscientifico, riferimenti a studi mai condotti, e a prestigiose quanto inesistenti riviste mediche. Inoltre, una serie di prodotti in commercio venivano indicati come potenziali cancerogeni in quanto contenevano il famigerato principio attivo.
Inutile dire che si trattava di una nuova mistificazione, paragonabile a quella già nota delle leucemie da aspartame (vedi l'hoax L'aspartame fa male).
Non ripeterò qui quanto già scritto in quella pagina, vorrei solo pormi un interrogativo che - immagino - molti altri si porranno.
Chi e perché ha interesse a diffondere notizie allarmanti e cosí pericolose per la salute dei cittadini?

6 ottobre 2007


Questo testo è proprietà intellettuale dell'autore, Ferruccio Sardu. La sua riproposizione, anche parziale, implica la citazione della fonte.

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