Leggende metropolitane
Proprietà dei funghi



Un tale che amava fare lunghe passeggiate in campagna ebbe una domenica l'idea di andare in cerca di funghi. Partí di buon'ora e fece una bella camminata, raccogliendo inoltre un bel cesto di funghi di splendido aspetto. Tornato a casa si guardò bene dal cucinarli, poiché in effetti non era esperto in materia, e non voleva correre il rischio di avvelenarsi. Pose i funghi in una insalatiera, che ripose nel frigorifero, quindi si recò a pranzo a casa di amici. Qui ebbe modo di raccontare ai presenti dei funghi che aveva raccolto la mattina; un amico del padrone di casa, che era piuttosto esperto in materia, si offrí di esaminare i funghi colti dal nostro escursionista; i due si accordarono quindi per incontrarsi il pomeriggio seguente.
Quando l'esperto giunse a casa del cercatore, questi lo invitò a seguirlo in cucina; aveva in bocca una sigaretta accesa, quando aprí il frigorifero, ma certo non si aspettava quel che stava per succedere: l'elettrodomestico praticamente gli esplose in faccia.
Il nostro sfortunato cercatore si risvegliò in ospedale, piuttosto malridotto; anche il conoscente esperto aveva riportato qualche lesione, ma almeno era in piedi e poté chiarirgli la dinamica dell'accaduto: i funghi che il nostro amico aveva raccolto avevano sprigionato all'interno del frigorifero una gran quantità di metano: proprietà che, secondo la leggenda, sarebbe tipica di alcune varietà fungine: il metano aveva saturato l'interno del frigorifero e, non appena liberato, a contatto con la brace della sigaretta, era fragorosamente esploso.
La storia è inverosimile, ma la doppia morale non fa una piega:
1. Non raccogliete funghi se non siete esperti, e
2. Il fumo fa male.

14 dicembre 2011


Se vuoi commentare questa leggenda, oppure comunicarne una versione alternativa, invia un'email al Webmaster dalla pagina dei contatti.

Questo testo è proprietà intellettuale dell'autore, Ferruccio Sardu. La sua riproposizione, anche parziale, implica la citazione della fonte.


← Precedente     Successiva →


linea

Torna al menu delle Leggende Metropolitane