Leggende metropolitane
Pecunia non olet?



Questa triste storia ci arriva dagli Stati Uniti d'America, e piú precisamente dal Massachusetts.
Un giovane di successo riuscí finalmente a portar fuori a cena una giovine ai cui favori teneva in maniera particolare. I due si recarono in un ottimo ristorante e durante la cena tutto filò alla perfezione: ottime le pietanze, e ottimo fu il vino; impeccabile il servizio, e l'atmosfera romantica.
Al momento di pagare il conto il giovane si rese conto di aver dimenticato di portare con sé la carta di credito, e di non disporre di sufficienti contanti per pagare il conto. «Poco male», si disse, «pagherò con il bancomat». Purtroppo, come a volte avviene, vuoi per un difetto della carta, vuoi per un problema della linea, il bancomat non fu riconosciuto dal terminale del ristorante.
«Poco male», si disse ancora il giovane. «Farò un salto al piú vicino sportello bancomat per prelevare il contante e sarò di ritorno in pochi minuti». Informato il cassiere, avvertí del piccolo contrattempo la sua giovine amica, specificando che sarebbe stato di ritorno in qualche minuto.
Lo sportello a cui il giovane si recò era uno di quelli che non danno sulla strada, ma che stanno in una stanza a cui si accede facendo riconoscere il bancomat stesso da un sensore posto accanto all'entrata. Il giovane entrò, prelevò il contante, e con gran disappunto si rese conto di non poter uscire dalla sala: la porta non si apriva.
Senza perdersi d'animo, telefonò all'amica e la informò del contrattempo, pregandola di avvertire il cassiere e specificando che avrebbe chiamato soccorso per essere liberato al piú presto.
Tramite un call center, o forse chiamando i vigili del fuoco, si assicurò poi di poter essere soccorso, e si dispose ad attendere qualcuno che aprisse la porta.
Purtroppo per lui, però, ebbe modo di rendersi conto che la cena non era forse stata cosí perfetta come gli era parsa: poiché alcuni inconfondibili borbottii intestinali gli segnalavano la presenza di un problema di non poco conto. Il giovane cominciò a sudar freddo, nell'attesa e nella speranza che i soccorsi giungessero quanto prima: ma fu presto tristemente evidente che l'urgenza che lo animava era ben superiore ai tempi di risposta dei soccorritori.
Per farla breve, il giovane dové rannicchiarsi in un angolo della sala per espletare il compito che non poteva piú essere rinviato: giusto in tempo per essere sorpreso, nello svolgimento delle funzioni, dall'arrivo dei soccorritori: inopportunamente accompagnati sia dal cassiere del ristorante che dall'amica del giovane.
Non ci è dato sapere se la serata ebbe poi l'esito che il giovane si augurava, ma la persona che mi ha riferito questa vicenda ne dubita, e anch'io avrei qualche perplessità in proposito.

7 ottobre 2011


Se vuoi commentare questa leggenda, oppure comunicarne una versione alternativa, invia un'email al Webmaster dalla pagina dei contatti.

Questo testo è proprietà intellettuale dell'autore, Ferruccio Sardu. La sua riproposizione, anche parziale, implica la citazione della fonte.


← Precedente     Successiva →


linea

Torna al menu delle Leggende Metropolitane