Gaffe
Come perdere le elezioni comunali



Ecco una storia abbastanza recente, che però vale la pena di ricordare come esempio di una gaffe terribile. Anche questa volta si tratta dello svarione di un politico, piú precisamente un candidato sindaco al Comune di Cagliari.
Elezioni comunali 2011. Il candidato del centrodestra Massimo Fantola è accreditato di un larghissimo vantaggio¹ sul suo antagonista Massimo Zedda, che è poi un vero outsider, visto che alle primarie del centrosinistra ha sbaragliato la concorrenza, compresa quella di un vecchio notabile del Pd. Fatto sta che dopo il primo turno (15-16 maggio 2011) questa è la situazione: Massimo Zedda è in leggero vantaggio con 42.271 voti contro i 41.860 di Massimo Fantola: uno scarto di appena 411 voti, e in percentuale questo significa il 45,15 contro il 44,71: la differenza è solo dello 0,44 per cento.
È già un risultato clamoroso, per una città conservatrice come Cagliari, dove sostanzialmente ha sempre vinto la destra e, comunque, al di là di ogni dubbio, un candidato della sinistra non si è mai affermato. Tuttavia le previsioni danno ancora per certo il successo finale di Fantola, come da tradizione.
Poi il Fantola decide di rilasciare un'intervista. Con piglio sicuro riesce a inanellare alcune affermazioni memorabili. Citiamone una:
“Cagliari industria turistica. Quando dico industria turistica intendo dire che la città si deve trasformare in un'industria. Industria è una cosa seria, industria ha bisogno di regole precise, e produrre turismo è come produrre bulloni. Non ci si può scherzare”.
Fantastico. Presentarsi a un elettorato dicendo cose di questo genere è un po' come salutare Uma Thurman con un: «Lo so che me la vuoi dare!» In altri termini, è una disperata richiesta di essere mandati a cagare. Ma siamo a Cagliari, non dimentichiamolo, e a Cagliari un candidato di centrodestra ha comunque un vantaggio indiscutibile. Ma poi, nel prosieguo dell'intervista, dopo una serie di sproloqui, Massimo Fantola ne spara una davvero grossa. Cito testualmente:
“Cagliari deve essere una destinazione ambita, pregiata. Una destinazione comunicabile nel mondo. La gente va a Pisa, che è una città - scusate - orrenda, esclusa la piazza dei Miracoli, escluse le torri, perché c'è la Torre di Pisa”.
Fantola poi continua con altre considerazioni, ma ormai la frittata è fatta. Senza assolutamente entrare nel merito dell'intero ragionamento, che in fondo ci interessa poco o punto (ed è storia passata), il bel guaio è che il candidato sindaco è riuscito in pochi secondi a sparare un'affermazione assurda e a offendere gravemente una città amica.
Che Pisa sia una città di bellezza straordinaria non c'è bisogno che lo ricordi. Chiunque l'abbia vista la trova stupenda. Cagliari è pure una bella città, molto bella davvero: il fatto è che una parte considerevole delle sue bellezze le deve proprio a Pisa. Il bellissimo quartiere di Castello fu edificato dai pisani nel XIII secolo, quando ancora la capitale era la vicina Santa Igia. Furono i pisani a costruire la splendida cattedrale della città: agli inizi del XIV secolo ci donarono la torre di San Pancrazio e la torre dell'Elefante; e la torre dell'Aquila e la torre degli Alberti. Ma mi fermo. Cagliari è bella anche grazie allo straordinario sforzo dei pisani di abbellirla. Questo i cagliaritani non l'hanno mai dimenticato, e nei confronti di Pisa hanno sempre avuto un profondo affetto e un altrettanto profondo senso di gratitudine. Ecco, per parafrasare quel che dicevo prima: presentarsi all'elettorato cagliaritano dicendo una cosa del genere è un po' come offendere la mamma di tutti gli elettori. Si poteva fare di peggio?
Nei giorni che seguono Fantola fa comunque in tempo a dichiarare ancora: “Si va verso il ballottaggio ma non ci sarà alcun problema per la coalizione che sosterrà il sindaco, perché vincerò io”.
Pochi giorni dopo, a ridosso del turno finale delle consultazioni, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, da vero signore, dichiara:
“Direi che se l'è cercata. Se perderà nel ballottaggio sarà anche per scivoloni come questo. Un candidato che offende un'altra città, bellissima e notissima nel mondo, amica di Cagliari e della Sardegna come è Pisa, fa un clamoroso autogol. Strano, perché i sardi di solito pesano le parole e hanno grande amore per la storia delle città. Comunque, dopo le elezioni, lo inviterò volentieri a Pisa da semplice cittadino. Gli organizzerò un breve corso sui beni culturali, gli farò vedere le tante bellezze della città e gli dimostrerò che in piazza dei Miracoli la torre pendente è una sola, dato che ha parlato di torri. Lo sanno già alcuni miliardi di cittadini di tutto il mondo, dato che Google ha spiegato come Torre di Pisa sia la parola italiana piú ricercata sul web. Lo apprenderà anche Massimo Fantola”².
Il resto è storia: il sindaco di Pisa è stato buon profeta. I risultati del ballottaggio sono impressionanti: al secondo turno Massimo Zedda incassa 50.055 voti, pari al 59,42 % dei consensi. Fantola si ferma a quota 34.176 (con una flessione di 7684 voti), ottenendo appena il 40,57 %. Una vera débacle. Ci chiediamo se poi, da privato cittadino, abbia accettato il generoso invito del sindaco Filippeschi.
  1. A testimonianza della sicurezza nella vittoria che aleggiava negli ambienti di centrodestra, citiamo un commentatore che in data 10 maggio 2011 afferma: “Il centrodestra ha già vinto le elezioni comunali di Cagliari 2011”; e ancora: “Ultima settimana di campagna elettorale prima delle elezioni comunali di Cagliari 2011 e il Pdl ha già la vittoria in tasca. È dal 1992 che la città è saldamente stretta dal centrodestra e anche a questa tornata elettorale nulla sembra cambiato”. Infine: “Massimo Fantola non è così giovane, ma ha già vinto: è l'uomo che rappresenta il governo della Regione Sardegna a Cagliari, leader dei Riformatori sardi e consigliere comunale di lungo corso”. Previsione infelice, ma ai tempi ragionevole: la fatidica intervista era ancora di là da venire. L'articolo completo può essere letto sul sito www.fanpage.it.
  2. Per le dichiarazioni del sindaco Filippeschi si veda il blog di Vito Biolchini.

8 dicembre 2011


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Questo testo è proprietà intellettuale dell'autore, Ferruccio Sardu. La sua riproposizione, anche parziale, implica la citazione della fonte.


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